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"Chef è una parola che odio": la cucina scomoda di Mauro Vielmi (Sapì)

· 36:26

Di cosa parliamo

Si puo’ finire sulla Guida Michelin senza aver mai fatto l’alberghiera?

Mauro Vielmi, cuoco e titolare del ristorante Sapì a Esine (Valle Camonica), lo ha fatto: autodidatta, ha preso in mano un locale storico di quasi 80 anni e ne ha stravolto l’idea di cucina, conquistando il Bib Gourmand.

In questa puntata parliamo di una ristorazione dichiaratamente “scomoda”: perche’ Mauro odia la parola “chef”, cosa significa essere autodidatti (da Hendrix a Bottura), la folgorazione al Povero Diavolo di Pier Giorgio Parini, e come si cambia un ristorante di famiglia senza farlo fallire. Ma soprattutto una critica onesta e senza sconti alla Valle Camonica: pochi produttori davvero bravi, poco confronto, e un’economia di prossimita’ tutta da costruire.

E ancora: il falso mito dei cooking show, il lavoro di sala che conta piu’ della cucina, i tempi di chi lavora in cucina e il sogno di rendere la Valcamonica un po’ meno “scomoda”. 🍽️🔥

Capitoli

  • 00:00 “Chef”: la parola che Mauro odia
  • 00:52 Chi e’ Mauro Vielmi (ristorante Sapì, Esine)
  • 02:18 Una ristorazione “scomoda”
  • 02:47 Cambiare un ristorante storico di 80 anni (e i suoceri)
  • 05:41 Essere autodidatti: da Hendrix a Messi
  • 07:14 Bottura e la folgorazione al Povero Diavolo
  • 08:38 Scomodita’ = piatti “disturbanti”?
  • 09:57 Ti senti capito in Valle Camonica?
  • 12:54 Cuoco, non chef: ridimensionare il mito
  • 15:57 Economia di prossimita’ e il “pungolo” ai produttori
  • 19:22 Critica alla valle: pochi bravi davvero
  • 23:16 MasterChef e il falso mito del cuoco
  • 25:13 Il lavoro di sala, sottovalutato ma decisivo
  • 28:24 Prima della cucina: 22 anni di elettromeccanica
  • 30:41 Giorgio e lo stage mai fatto al Povero Diavolo
  • 32:29 Sapì tra 10 anni: camere, turismo e Valcamonica

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